Vrak TharZabrak · Matukai · Vecchia Repubblica

Profilo

Vrak Thar

Zabrak · Tradizione Matukai · Jedi 3
Età 31Origine OdarnMaestro Yrenial VaynSorella Sahra Thar
Vrak Thar è uno Zabrak nato nella colonia mineraria di Odarn, nell'Orlo Interno, addestrato alla tradizione Matukai da Yrenial Vayn. Non ha mai fatto parte dell'Ordine Jedi e non ne rivendica il titolo. Ha lasciato Odarn a 31 anni insieme alla sorella Sahra.

Storia

Famiglia

I Thar arrivano su Odarn con la seconda ondata di coloni zabrak, tre generazioni prima di Vrak, quando l’estrazione riforniva ancora i cantieri di guerra. Il passaggio era anticipato dalla Ziigar Industries in cambio di un contratto pluriennale, e il contratto prevedeva che il residuo non estinto passasse agli eredi. In tre generazioni la famiglia non lo ha mai chiuso.

Il padre, Korrun Thar, tagliava le vene ai fronti profondi del Pozzo 4. La madre, Teska, lavorava ai capannoni di frantumazione. Hanno avuto due figli, Vrak e, nove anni dopo, Sahra.

Il karrium

Odarn estrae karrite, un minerale fibroso da cui si ricava il karrium. Per un secolo è finito negli avvolgimenti superconduttori delle bobine iperspaziali, che è il motivo per cui la concessione è stata aperta.

Da una ventina d’anni non è più così. La Ziigar ha costruito la propria fortuna sugli innesti neurali che replicano le capacità di un sensibile alla Forza, e quegli innesti sono prevalentemente costituiti da filamenti di karrium tirati a pochi micron.

La produzione di Odarn è stata riconvertita quasi per intero alla divisione impianti, i turni sono stati allungati e i nuovi fronti aperti in fretta. Nello stesso periodo i casi di malattia respiratoria in colonia sono raddoppiati.

Il gesso

La frantumazione della karrite libera microfibre estremamente sottili. I filtri di serie non le trattengono e i respiratori chiusi in dotazione non sono del tutto sufficienti. Una volta nei polmoni le microfibre non si sciolgono: il tessuto cicatrizza attorno, quindi la capacità respiratoria cala di anno in anno e il decorso completo richiede dai quindici ai vent’anni. In colonia la malattia si chiama il gesso.

Il bacta rallenta la reazione ma non rimuove il tessuto cicatriziale, e le terapie che funzionano davvero si fanno nei Mondi del Nucleo. Teska è morta che Vrak aveva diciannove anni, Korrun tre anni dopo, entrambi per complicazioni respiratorie.

Sensibilità alla Forza

Né Vrak né Sahra si sono ammalati, pur avendo respirato la stessa aria per anni. Una parte della spiegazione è fisiologica: gli zabrak tollerano le esposizioni tossiche meglio degli umani, pur non essendone affatto immuni, ed è la ragione per cui a Odarn si assumono soprattutto zabrak.

Il resto, secondo Yrenial Vayn, è la Forza. Vrak cambiava fronte quando l’aria peggiorava e si toglieva dai capannoni prima dei picchi, e per molti anni ha creduto che fosse “fiuto da minatore”. Sahra faceva lo stesso senza che nessuno glielo avesse insegnato.

Il rifiuto dell’Ordine

Un reclutatore dell’Ordine Jedi è passato da Odarn quando Vrak aveva quattordici anni. L’Ordine usciva dalle guerre con le file più che dimezzate e cercava ovunque: un ragazzo che anticipava i crolli e i picchi di diffusione della polvere di karrite era una segnalazione facile da parte dei genitori di Thar, che desideravano per il figlio una vita più edificante.

Vrak ha rifiutato. Sahra aveva cinque anni, la madre e il padre tossivano già vistosamente e in casa serviva un erede. Quando gli viene chiesto se si fosse pentito, risponde sempre e con convinzione di no.

La sera stessa si è fatto il primo tatuaggio, sul collo, con l’inchiostro che si usa per marcare i fronti. È il più brutto dei cinque e non l’ha mai corretto.

Il fronte 11

A sedici anni, in turno, Vrak sente che l’aria del fronte 11 è sbagliata e lo dice al caposquadra, Duvo Ashk. Non gli credono: è un ragazzino, e fermare un fronte costa. Quattro giorni dopo un tratto cede e muoiono in tre.

Nessuno mette in relazione le due cose, tranne lui. È qui che nasce l’abitudine che Yrenial gli troverà addosso l’anno seguente e gli ordinerà di smettere: controllare, e poi ricontrollare, ogni singolo gesto. Non era ansia da percezione. Era la convinzione che se avesse guardato meglio, o parlato meglio, quei tre sarebbero vivi.

Con Duvo non se ne è mai riparlato.

L’addestramento

Yrenial Vayn, umana, Matukai itinerante, si è presentata a Odarn quando Vrak aveva diciassette anni e si è fatta assumere come manovale. È il modo in cui spesso i Matukai arrivano nei posti: non predicano e non si annunciano.

Ha notato Vrak perché si muoveva in modo “innaturale”: trattava la propria percezione come un difetto da compensare, quasi un’ansia costante, e correggeva ogni gesto due volte per evitare i pericoli. Glielo ha detto il primo giorno. Lo ha addestrato per sette anni, e l’insegnamento si riduceva a una sola idea ripetuta in molti modi:

Gli altri cercano la Forza quando smettono di muoversi. Tu la trovi quando ti muovi e agisci. Non sei uno di loro con un difetto di nascita. Sei un’altra cosa.

L’addestramento si è svolto interamente dentro il turno, mai fuori. Yrenial lavorava accanto a lui in miniera e l’addestramento era il modo in cui lavorava. È la differenza Matukai che vale la pena marcare, perché è tutta lì. I principi, come glieli ha dati:

  • Il corpo è lo strumento, non il tramite. Nessuna meditazione seduta. Se vuoi ascoltare, cammina.
  • Non correggere due volte. Il primo gesto è imperfetto; il secondo è già quello giusto; il terzo è la paranoia.

Al terzo anno Yrenial gli ha fratturato due dita durante un esercizio, deliberatamente, e glielo ha detto. Poi lo ha mandato a fare il turno. Vrak ha lavorato otto ore e non lo ha detto a nessuno. Quando è risalito, Yrenial gli ha chiesto soltanto se avesse corretto qualche gesto due volte. La risposta era no. È stata la prima volta.

Come persona era pratica, poco affettuosa, ironica in modo secco e capace di crudeltà didattica. In sette anni non una lode diretta. Vrak la definisce “giusta” e non “buona”, e ci tiene alla distinzione.

Se n’è andata quando ha ritenuto concluso l’addestramento, senza cerimonia e senza dire dove. La tradizione Matukai prevede che finisca così, Yrenial glielo aveva detto fin dal primo anno, e Vrak accetta le regole dei mestieri: su questo non ha nessun rancore, ed è sincero. Da allora sono passati sette anni e non sa se sia viva o meno.

Teska e Korrun

Le due morti non si somigliano, e Vrak le porta in modo diverso.

Teska è morta mentre lui era in turno, a diciannove anni. Quella mattina Yrenial gli aveva detto di non scendere, senza spiegare perché, e Vrak è sceso lo stesso: saltare un turno costava. Non è chiaro nemmeno a lui se la maestra sapesse qualcosa o se sia una coincidenza a cui ha dato un senso più tardi, raccontandosela.

Korrun è l’opposto: tre mesi di declino guardati fino in fondo, notte per notte, con una Sahra di tredici anni in casa. È l’unica cosa nella vita di Vrak che non si sia potuta risolvere lavorando di più.

Il rifiuto di Sahra

Prima di andarsene Yrenial ha esaminato anche Sahra, che allora aveva quindici anni. Il giudizio della maestra fu che nella sorella la Forza scorreva ancora più potente che in lui, e pure con un margine ampio.

Yrenial tuttavia si è rifiutata di addestrarla. Alla richiesta di una spiegazione ha risposto che c’era “qualcos’altro” e che non sapeva dargli un nome, e non è più tornata sull’argomento. Vrak non ha ottenuto altro e ha smesso di chiedere.

Su questo, e soltanto su questo, il rancore c’è. Se la incontrasse non la abbraccerebbe e non le chiederebbe dov’è stata, ma le farebbe una domanda sola: “cosa hai visto in mia sorella?”. E se la risposta fosse ancora “qualcos’altro, non so dargli un nome”, questa volta non smetterebbe di chiedere.

L’arena

Con la partenza di Yrenial, Vrak ha lasciato l’estrazione mineraria. A Odarn esiste un circuito di combattimento che la Ziigar tollera come valvola di sfogo e amministra come fonte di scommesse: armi smussate o niente armi, incontri fino alla resa, tre serate a settimana. Vrak ci ha combattuto per sette anni. In una buona serata prendeva quanto un caposquadra in un mese. È così che ha smesso di respirare polvere di karrite ed è così che ha messo da parte i crediti necessari per il cristallo.

A ventotto anni un allibratore della Ziigar gli ha offerto il triplo di una borsa per perdere al terzo round. Vrak ha rifiutato, ha vinto, e per i due anni successivi gli hanno assegnato gli avversari peggiori nelle serate meno pagate. Non si è lamentato e non ha cambiato mestiere: ha finito comunque di mettere da parte i crediti per il cristallo, soltanto tre anni più tardi di quanto avrebbe potuto.

La spada laser

Il wan-shen si costruisce al passaggio ad adepto, e Vrak non è mai stato dichiarato adepto da nessuno. Yrenial il suo ce l’aveva, smontato in tre pezzi dentro una sacca insieme agli attrezzi da manovale, e non gliel’ha mai insegnato come forma: lo usava per colpirlo durante gli esercizi, come un bastone qualsiasi. Quando è partita se l’è portato via.

Vrak sa a cosa serviva. Non ha mai chiesto perché non ne avesse uno, per la stessa ragione per cui ha smesso di chiedere di Sahra.

La spada laser è la cosa che ha costruito al posto del rito che non ha ricevuto. L’ha messa insieme lui, con componenti comprati al mercato, con il cristallo pagato dall’arena e con in testa le storie dei Maestri Jedi che gli aveva raccontato Yrenial — perché in parte è cresciuto anche con quel mito. Il risultato è un’arma brutta e non sintonizzata: impugnatura funzionale, nessun ornamento, due riparazioni fatte male. La mantiene con la cura che si riserva all’attrezzo da cui dipende un turno e non le attribuisce nessun significato ulteriore.

Un Jedi, davanti a un’arma costruita così, direbbe che la sta dissacrando. Un Matukai direbbe che ha capito il punto.

I tatuaggi

Non sono marchi di clan. Gli zabrak di Odarn sono coloni di terza generazione: senza clan, senza cerimonie, con tatuaggi che si inventano da soli. Il criterio di Vrak è uno e non l’ha mai cambiato: una prova che si è imposto, chiusa. Sono cinque, quasi tutti sul lato sinistro del corpo, perché se li fa da solo con la destra.

  • Collo — a quattordici anni, la sera del rifiuto del reclutatore. Inchiostro da marcatura dei fronti, tratto sbavato, il più brutto di tutti. Non l’ha mai coperto né corretto: a chi glielo fa notare risponde che è il punto di riferimento degli altri.
  • Costato sinistro — gli accadimenti al fronte 11.
  • Faccia — l’inizio dell’addestramento Matukai.
  • Avambraccio sinistro, un tratto lungo unico — la costruzione della spada laser.
  • Fianco sinistro — incompiuto, e destinato a restarci. Metà del disegno c’è, l’altra metà è pelle: è la fine dell’addestramento con Yrenial, con tutte le ambiguità lasciate in sospeso dalla maestra.

Per l’arena non c’è niente. Sette anni, centinaia di incontri, nessun tatuaggio. Per Vrak l’arena era lavoro, e il lavoro non si tatua.

La partenza

Vrak e Sahra hanno lasciato Odarn su un cargo. Vrak ha offerto il proprio lavoro a bordo per la durata della rotta in cambio del passaggio di entrambi, che gli è costato meno dei crediti che aveva e gli ha lasciato intatti i risparmi. Il cargo è partito con destinazione non dichiarata.

Formalmente non lo sa nessuno. Vrak non ha salutato, non ha dato disdetta dell’alloggio e non ha comunicato niente alla Ziigar. Il residuo del contratto resta iscritto a nome dei Thar e resta lì.

Aspetto e carattere

Un metro e ottantacinque per novanta chili. Porta le corna scoperte e non le lima, cosa che su Odarn passava per vanità da giovani. I tatuaggi non sono marchi di clan ma il suo registro personale, e a chi lo chiede risponde esattamente così.

Nei rapporti con gli altri è cortese e di buone maniere. Saluta, ascolta fino in fondo e ringrazia, e con chi incontra per la prima volta tiene un contegno che in un uomo della sua corporatura molti non si aspettano. Non è però remissivo. Quando la situazione lo richiede alza la voce, e se serve anche le mani, senza preamboli e senza scusarsi dopo. La cortesia è il suo modo di stare al mondo, non una garanzia.

Verso l’Ordine Jedi non prova ostilità. Non lo conosce a fondo (quello che sa è di seconda mano e in un tempio non ha mai messo piede) e conosce invece le storie di alcuni grandi Maestri del passato, che ammira apertamente e cita volentieri. Quello che non gli interessa è entrare in un’organizzazione con quel peso politico. Non contesta il diritto dell’Ordine di esistere né il bene che ha fatto, semplicemente non vuole un posto al suo interno.

Con la Ziigar Industries il conto resta aperto, e riguarda quello che è successo ai suoi genitori più del residuo iscritto a nome della famiglia. Non è però un uomo mosso dalla vendetta giorno per giorno.

Abitudini

Ha bisogno che le mani facciano qualcosa. Quando non c’è lavoro si allena, con la spada laser o a corpo libero, e riordina le proprie cose in modo ossessivo. Mangia molto e dorme quanto occorre, senza sensi di colpa per nessuna delle due cose.

Mentre lavora canticchia a mezza voce i canti di turno: tre generazioni di canti da squadra che fuori da Odarn non conosce nessuno. Non si accorge di farlo finché Sahra non lo prende in giro.

Colleziona storie dei vecchi Maestri Jedi. Le baratta, le compra, se le fa raccontare da chi ne ha di nuove.

Relazioni sentimentali, nessuna. C’è stata una Nima, una zabrak che lavorava all’infermeria del circuito dell’arena e a cui piaceva; si sono frequentati per qualche mese e non è andata da nessuna parte, perché lui aveva già deciso di non restare e non gliel’ha detto.

Vrak e Sahra

Vrak è protettivo in modo pratico e affettuoso. Le sta davanti nei corridoi stretti, controlla le uscite, tratta ogni sconosciuto come una variabile finché non è dimostrato il contrario. Non si è accorto che sua sorella è una donna di ventidue anni e più intelligente di lui. Nella sua testa è ancora piccola e indifesa.

Sahra dal canto suo è benevolente, riconoscente e stufa, più o meno nelle stesse proporzioni. È più socievole del fratello, parla con tutti e si adatta in fretta. Negli anni ha imparato a non essere un peso morto per la via più concreta: ripara quello che si rompe, rimette in piedi impianti che nessun altro saprebbe più leggere, smanetta con datapad e reti. Sa di essere stata rifiutata da Yrenial, e sa che il fratello non le ha mai spiegato perché.

Cosa cerca

Nel medio termine: crediti, e un posto dove Sahra possa essere addestrata da qualcuno (oppure dove non ne abbia bisogno). Concretamente non sa cosa stia cercando e lo ammette. Un posto migliore di Odarn per adesso significa soltanto “non Odarn”.

Più in profondità la faccenda è un’altra. Tre generazioni di Thar sono nate dentro un contratto che nessuno di loro ha firmato. Vrak vuole essere il primo Thar che sceglie, e vuole che Sahra sia la prima a non doverlo nemmeno decidere. Vuole essere il vero proprietario della tua vita.

C’è poi Iridonia. Vrak ha conosciuto praticamente solo zabrak in vita sua e non ha mai conosciuto uno zabrak di Iridonia. Vuole vederla per capire se è casa sua o soltanto un posto qualsiasi con molti della sua specie dentro.

Sotto tutto il resto c’è una paura: che quel “qualcos’altro” in Sahra sia una cosa che lui non è in grado né di capire né di fermare. Il corollario non lo dice a nessuno: che tocchi a lui fermarla, e che non ne sia capace.

Elementi di rilievo

persone, luoghi, questioni aperte
Sahra Thar seduta su una cassa nella stiva del cargo, la mano appoggiata a un oblo' graffiato che la illumina di azzurro
Legame primario

Sahra Thar

Ventidue anni, nove meno di Vrak, unica famiglia rimasta. Prima di lasciare Odarn, Yrenial Vayn la esaminò e concluse che in lei la Forza scorreva più potente che nel fratello, e con un margine ampio. Poi si rifiutò di addestrarla: disse che c'era "qualcos'altro", che non sapeva dargli un nome, e non tornò più sull'argomento. Sahra sa di essere sensibile alla Forza e non ha ricevuto nessun addestramento. Negli anni ha imparato a rendersi utile in un altro modo: ripara, rimette in funzione impianti vecchi e se la cavava con datapad e reti meglio di chiunque in colonia. Di sicuro molto meglio di Vrak.

Yrenial Vayn di spalle in un corridoio della colonia, voltata a guardare indietro; tunica incrociata, fascia in vita e soprabito lungo in tessuto color sabbia
Maestra scomparsa

Yrenial Vayn

Umana, Matukai itinerante. Si presentò a Odarn quando Vrak aveva diciassette anni e si fece assumere come manovale. Lo notò perché si muoveva "in modo innaturale" e glielo disse il primo giorno, poi decise di addestrarlo per sette anni. Pratica, poco affettuosa, ironica in modo secco, capace di crudeltà didattica; in sette anni mai una lode diretta. Vrak la definisce giusta, non buona. Se n'è andata quando ha ritenuto concluso l'addestramento, senza cerimonia e senza dire dove. La tradizione prevede che finisca così. Da allora sono passati altri sette anni e Vrak non sa se sia viva o meno.

Duvo Ashk, caposquadra umano anziano dal volto segnato, in un vano macchine in penombra, con il respiratore sigillato agganciato sul petto
Caposquadra

Duvo Ashk

Umano, sessant'anni, gesso a uno stadio avanzato. Ha insegnato il mestiere a Korrun prima e a Vrak dopo, ed è il caposquadra che non gli credette sul fronte 11. Non si sono mai chiariti su quello. Vent'anni di rispetto ruvido e nessuna dichiarazione d'affetto da nessuna delle due parti. Prima di partire Vrak gli ha lasciato la propria cassetta d'attrezzi, senza biglietto: Duvo è l'unico che ha capito cosa volesse dire.

Bakko Vehn, combattente nikto, in piedi al centro del capannone del circuito, bende alle mani e luce cruda dall'alto
L'avversario

Bakko Vehn

Nikto del circuito, l'unico che abbia battuto Vrak più di una volta: undici incontri tra i due, cinque a favore suo, e senza avere la Forza dalla sua parte. Non sono amici, non si sono mai frequentati fuori dalle serate, ma è l'unica persona con cui Vrak parlasse volentieri di arti marziali. Non sa niente della partenza di Vrak: sa soltanto che una sera non si è presentato, e in sette anni non era mai successo.

La galleria del fronte 11, pareti di karrite fibrosa bianca e nastro trasportatore sul fianco; tre minatori con il respiratore fermi in fondo al tratto, nella polvere sospesa
La prima colpa

Il fronte 11

A sedici anni Vrak sentì che l'aria del fronte 11 era sbagliata e lo disse al caposquadra. Non gli credettero, perché era un ragazzino e fermare un fronte costa. Quattro giorni dopo un tratto cedette e morirono in tre. È da qui che nasce l'abitudine a correggere ogni gesto due volte, quella che Yrenial gli ordinerà di smettere: non era ansia da percezione, era la convinzione che se avesse controllato meglio, o parlato meglio, quei tre sarebbero vivi.

Dettaglio ravvicinato del busto di Vrak, il volto fuori inquadratura: tratti neri di inchiostro sulla spalla e sul costato e la marcatura sbavata alla base del collo
Registro personale

I cinque tatuaggi

Gli zabrak di Odarn sono coloni di terza generazione, senza clan e senza cerimonie. Il criterio per i tatuaggi è uno solo — una prova che si è imposto o che gli è capitata — e i tatuaggi sono cinque, quasi tutti sul lato sinistro perché se li fa da solo con la destra. Il primo è sul collo, a quattordici anni, con inchiostro da marcatura dei fronti: sbavato, il più brutto, mai coperto né corretto. Dice che è il punto di riferimento degli altri. L'ultimo, sul fianco, è rimasto a metà.

Operai con respiratori sigillati in un impianto di frantumazione della Ziigar, polvere di karrite sospesa nei fasci di luce
Eredità

Il conto con la Ziigar

Il contratto che tre generazioni fa pagò il passaggio dei Thar su Odarn non è mai stato chiuso, e il residuo resta iscritto a nome della famiglia: la Ziigar Industries non archivia i residui e non è stata informata della partenza. Il debito è però la parte meno importante. Lo stesso elemento che ha ucciso Teska e Korrun è oggi il minerale negli innesti neurali che la corporazione vende a chi può permettersi di imitare un sensibile alla Forza.

Il cargo malandato in orbita bassa sopra un pianeta ocra, luci di posizione accese e motori in spinta
Punto di partenza

Destinazione ignota

Vrak e Sahra hanno lasciato Odarn su un cargo con destinazione non dichiarata. Vrak ha offerto il proprio lavoro a bordo per la durata della rotta in cambio del passaggio di entrambi: gli è costato meno dei crediti che aveva e gli ha lasciato i risparmi intatti. Non è una fuga e non è un pellegrinaggio. La priorità dichiarata è vedere la galassia e trovare, per sé e per la sorella, un posto migliore di quello da cui vengono (e finora "migliore" significa soltanto "non Odarn").