Famiglia
I Thar arrivano su Odarn con la seconda ondata di coloni zabrak, tre generazioni prima di Vrak,
quando l’estrazione riforniva ancora i cantieri di guerra. Il passaggio era anticipato dalla
Ziigar Industries in cambio di un contratto pluriennale, e il contratto prevedeva che il
residuo non estinto passasse agli eredi. In tre generazioni la famiglia non lo ha mai chiuso.
Il padre, Korrun Thar, tagliava le vene ai fronti profondi del Pozzo 4. La madre, Teska,
lavorava ai capannoni di frantumazione. Hanno avuto due figli, Vrak e, nove anni
dopo, Sahra.
Il karrium
Odarn estrae karrite, un minerale fibroso da cui si ricava il karrium. Per un secolo è finito
negli avvolgimenti superconduttori delle bobine iperspaziali, che è il motivo per cui la
concessione è stata aperta.
Da una ventina d’anni non è più così. La Ziigar ha costruito la propria fortuna sugli innesti
neurali che replicano le capacità di un sensibile alla Forza, e quegli innesti sono prevalentemente costituiti da
filamenti di karrium tirati a pochi micron.
La produzione di Odarn è stata riconvertita quasi per
intero alla divisione impianti, i turni sono stati allungati e i nuovi fronti aperti in fretta. Nello
stesso periodo i casi di malattia respiratoria in colonia sono raddoppiati.
Il gesso
La frantumazione della karrite libera microfibre estremamente sottili. I filtri di serie non le trattengono e i
respiratori chiusi in dotazione non sono del tutto sufficienti. Una volta nei polmoni le microfibre non si
sciolgono: il tessuto cicatrizza attorno, quindi la capacità respiratoria cala di anno in anno e il
decorso completo richiede dai quindici ai vent’anni. In colonia la malattia si chiama il gesso.
Il bacta rallenta la reazione ma non rimuove il tessuto cicatriziale, e le terapie che funzionano davvero si
fanno nei Mondi del Nucleo. Teska è morta che Vrak aveva diciannove anni, Korrun tre anni dopo, entrambi per complicazioni respiratorie.
Sensibilità alla Forza
Né Vrak né Sahra si sono ammalati, pur avendo respirato la stessa aria per anni. Una parte della spiegazione è fisiologica: gli zabrak tollerano le esposizioni tossiche meglio
degli umani, pur non essendone affatto immuni, ed è la ragione per cui a Odarn si assumono soprattutto zabrak.
Il resto, secondo Yrenial Vayn, è la Forza. Vrak cambiava fronte quando l’aria peggiorava e si toglieva dai capannoni prima dei picchi, e per molti anni ha creduto che fosse “fiuto da minatore”. Sahra faceva lo stesso senza che nessuno glielo avesse insegnato.
Il rifiuto dell’Ordine
Un reclutatore dell’Ordine Jedi è passato da Odarn quando Vrak aveva quattordici anni. L’Ordine
usciva dalle guerre con le file più che dimezzate e cercava ovunque: un ragazzo che anticipava i crolli e i picchi di diffusione della polvere di karrite era
una segnalazione facile da parte dei genitori di Thar, che desideravano per il figlio una vita più edificante.
Vrak ha rifiutato. Sahra aveva cinque anni, la madre e il padre tossivano già vistosamente e in casa serviva un erede. Quando gli viene chiesto se si fosse pentito, risponde sempre e con convinzione di no.
L’addestramento
Yrenial Vayn, umana, Matukai itinerante, si è presentata a Odarn quando Vrak aveva diciassette
anni e si è fatta assumere come manovale. È il modo in cui spesso i Matukai arrivano nei posti: non
predicano e non si annunciano.
Ha notato Vrak perché si muoveva in modo “innaturale”. Trattava la propria percezione come un difetto da
compensare, quasi un’ansia costante, e correggeva ogni gesto due volte per evitare i pericoli. Glielo ha detto il primo giorno. Lo ha addestrato
per sette anni, e l’insegnamento si riduceva a una sola idea ripetuta in molti modi:
Gli altri cercano la Forza quando smettono di muoversi. Tu la trovi quando ti muovi e agisci.
Non sei uno di loro con un difetto di nascita. Sei un’altra cosa.
Se n’è andata quando ha ritenuto concluso l’addestramento, senza cerimonia e senza dire dove. La tradizione Matukai prevede che finisca così. Da allora sono passati sette anni e Vrak non sa se sia viva o meno.
Prima di andarsene Yrenial ha esaminato anche Sahra, che allora aveva quindici anni. Il giudizio della maestra fu che nella sorella la Forza scorreva ancora più potente che in lui, e pure con un margine ampio.
Yrenial tuttavia si è rifiutata di addestrarla. Alla richiesta di una spiegazione ha risposto che c’era “qualcos’altro” e che non sapeva dargli un nome, e non è più tornata sull’argomento. Vrak non ha ottenuto altro e ha smesso di chiedere.
L’arena
Con la partenza di Yrenial, Vrak ha lasciato l’estrazione mineraria. A Odarn esiste un circuito di
combattimento che la Ziigar tollera come valvola di sfogo e amministra come fonte di scommesse:
armi smussate o niente armi, incontri fino alla resa, tre serate a settimana. Vrak ci ha
combattuto per sette anni. In una buona serata prendeva quanto un caposquadra in un mese. È così che ha smesso di respirare polvere di karrite ed è così che ha messo da parte i crediti necessari per il cristallo.
La spada laser
Non gliel’ha data l’Ordine e non gliel’ha lasciata Yrenial. L’ha messa insieme. Il risultato è un’arma brutta e non
sintonizzata: impugnatura funzionale, nessun ornamento, due riparazioni fatte male. La mantiene con
la cura che si riserva all’attrezzo da cui dipende un turno e non le attribuisce nessun significato
ulteriore.
La partenza
Vrak e Sahra hanno lasciato Odarn su un cargo. Vrak ha offerto il proprio lavoro a bordo per la
durata della rotta in cambio del passaggio di entrambi, che gli è costato meno dei crediti che
aveva e gli ha lasciato intatti i risparmi. Il cargo è partito con destinazione non dichiarata.
Il residuo del contratto di famiglia stipulato con la Ziigar Industries resta iscritto a nome dei Thar. Vrak non lo ha saldato e non
ha comunicato la partenza.
Aspetto e Carattere
Porta le corna scoperte e non le lima, cosa che su Odarn passava per vanità da giovani. I tatuaggi
non sono marchi di clan: se li è fatti da solo, uno alla volta, a chiusura di ogni prova che si era
imposto. A chi lo chiede risponde che sono una sorta di registro personale.
Nei rapporti con gli altri è cortese e di buone maniere. Saluta, ascolta fino in fondo e ringrazia,
e con chi incontra per la prima volta tiene un contegno che in un uomo della sua corporatura molti
non si aspettano. Non è però remissivo. Quando la situazione lo richiede alza la voce, e se serve
le mani, senza preamboli e senza scusarsi dopo. La cortesia è il suo modo di stare al mondo, non una garanzia.
Verso l’Ordine Jedi non prova ostilità. Non lo conosce
a fondo (quello che sa è di seconda mano e in un tempio non ha mai messo piede) e conosce invece
le storie di alcuni grandi Maestri del passato, che ammira apertamente e cita volentieri. Quello che
non gli interessa è entrare in un’organizzazione con quel peso politico. Non contesta il diritto
dell’Ordine di esistere né il bene che ha fatto: semplicemente non vuole un posto al suo interno.
Con la Ziigar Industries il conto resta aperto, e riguarda quello che è successo ai suoi
genitori più del residuo iscritto a nome della famiglia. Non è però un uomo mosso dalla vendetta
giorno per giorno. La priorità è un’altra, ed è quella che lo ha portato via da Odarn: vedere la galassia e trovare, per sé e per Sahra, un posto migliore di quello
da cui vengono.